U catenacciu di Sartène: il rito di Pasqua più antico della Corsica

Pasqua in Corsica 2016: Sartène

È uno dei paesi più belli della Corsica. E durante il periodo di Pasqua diventa il palcoscenico di uno dei riti più antichi dell’isola della bellezza. Un rito vecchio di cinquecento anni. È la processione di U catenacciu, che ha luogo a Sartène, in Corsica del sud.

 

U catenacciu

Il nome significa, letteralmente, “colui che porta le catene”. La sera di Venerdì Santo, le porte a due battenti della chiesa di Sartène si aprono. Ne esce una processione che scorta il penitente rosso: un uomo incappucciato, completamente vestito di rosso e il volto coperto, scalzo e con le catene ai piedi, trascina una pesante croce.

Il penitente rosso si trascina per quasi due chilometri per le strade di Sartène. Lungo il percorso deve cadere tre volte, proprio come Cristo durante la Passione. Un secondo penitente, sempre con il volto coperto ma stavolta vestito di bianco, regge l’altra estremità della croce: il “penitente bianco” rappresenta Simone di Cirene.

U catenacciu unisce sacro e profano: quella che è nata come sentita, quasi mistica processione religiosa attira ogni anno centinaia di turisti.

 

La leggenda

U catenacciu è una processione di origine francescana. Mischia elementi religiosi aragonesi con pratiche penitenziali delle confraternite di flagellanti che erano presenti in Corsica durante il XVI secolo.

Per prendere i panni del penitente rosso o del penitente bianco, bisogna aspettare anche 10 o 15 anni. Solo il sacerdote conosce l’identità del penitente. Secondo la leggenda, sono criminali, banditi o, in generale, persone che si sono macchiate di peccati innominabili.

 

Come arrivare

Il principale porto turistico nei pressi di Sartène è Bonifacio. Per arrivare da Bonifacio, dovete solo prendere la N196 e seguire le indicazioni per Sartène. Il viaggio in auto dura circa un’ora.

 

Il video

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/wpointw

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