Pubblicato il 17/12/2021 da Redazione
Gli abitanti della Corsica sono un popolo superstizioso che tiene molto alle tradizionali che vengono tramandate da secoli di generazione in generazione, entrate a far parte del patrimonio storico culturale di questo posto e che rendono ancora più attraente l’isola agli occhi dei visitatori (raggiungi l’isola facilmente a bordo dei traghetti per la Corsica confortevoli e sicuri). Molte delle credenze e delle usanze arcaiche dell’ “isola della bellezza” ricordano quelle praticate nella vicina isola della Sardegna, a testimonianza delle origini comuni che legano questi due luoghi.
Tradizioni natalizie e credenze popolari:
La notte tra la Vigilia e il Natale dopo la messa di mezzanotte c’è l’usanza molto sentita sull’isola di accendere un grosso fuoco dinanzi la chiesa di ogni paese realizzato con i ramoscelli e i ceppi raccolti qua e là dagli abitanti a simboleggiare il “ceppo di Natale” (in corso “Oh Rocchiu”). Il giorno dopo le ceneri di questo rogo vengono raccolte e riposte nel camino di ogni famiglia.
Il malocchio (in corso “Ochju”) è l’espressione con la quale si indica la mala sorte causa di sciagure e disgrazie di cui è vittima una persona n un dato periodo e che si crede siano causate dall’invidia e dalla cattiveria di altre persone. Le persone più anziane chiamate “signadore” che avevano appreso da ragazze la tecnica per “togliere il malocchio” sono solite tramandare a loro volta questa “pratica magica” a una sola giovane della loro famiglia la notte della Vigilia Natale, il 24 dicembre, tra la prima e l’ultima campana. La pratica del togliere il malocchio consiste nel mettere all’interno di un piatto colmo d’acqua un po’ d’olio, la persona che crede di esserne vittima dovrà inserirvi un dito dentro. In base all’aspetto che avranno assunto le macchie d’olio al suo interno si arriverà a concludere se questa persona ha il malocchio (in corso “innuchjata”) o meno, e nel primo caso basterà recitare qualche parola seguita da alcuni precisi gesti per scacciare via la presenza negativa.
Il giorno di Natale in ogni casa dove è presente un camino si accende il fuoco con tanti ceppi quanti sono i commensali intorno alla tavola. Una tradizione che serve a scacciar via la cattiva sorte e a prevenire il lutto in famiglia. Fino ai primi anni dello scorso secolo nel versante nord dell’isola era usanza che i giovani del villaggio si dividessero in gruppi per andare a far visita a 7 diverse famiglie diverse (“le sette vigilie”) portando in dono un ceppo di Natale, venivano accolti in casa per passare un po’ di tempo assieme intorno al camino dove il ceppo veniva bruciato.
Anche in Corsica il pranzo di Natale si caratterizza per essere abbondante e ricco di ogni sorta di leccornia, sono davvero molti i piatti della tradizione corsa che possono essere assaggiati durante le feste e che coniugano perfettamente le tante anime di quest’isola: dalla zuppa di ceci e castagne, alle uova cucinate con i ricci di mare, ai salumi locali come il prosciutto e la coppa. Come secondi piatti l’agnello servito con la polenta (Agneau rôti Polenta) e gli immancabili dolci delle feste, il più conosciuto il tronchetto di Natale a base di castagne (in corso “Ceppu di Natale Castagniu”).
Il primo mestolo della zuppa si butta al fuoco “per alimentare Gesù bambino” e come buon auspicio, mentre sulle tavole corse a Natale non può mancare il piatto in più, il piatto dei poveri (in corso “u piattu di u puvarettu”) nel caso dovesse presentarsi qualcuno alla porta in cerca di qualcosa da mangiare, ricorda molto la tradizione italiana del caffè sospeso.
Photo Credits:
Foto di Nhscare0 da Wikimedia
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